Tragedia a scuola: Uno studente ucciso da un compagno. La scuola non può essere un teatro di violenza.
UGL Istruzione rilancia il ruolo educativo della scuola: affettività, famiglie e territorio per prevenire la violenza.

La drammatica vicenda avvenuta lo scorso 16 gennaio all’Istituto Professionale “Domenico Chiodo-Einaudi” di La Spezia, dove uno studente di 18 anni è stato accoltellato da un coetaneo durante l’orario scolastico e poi è morto in ospedale, ha scosso profondamente non solo la comunità spezzina ma l’intero Paese. Secondo le ricostruzioni investigative, l’aggressore, coetaneo della vittima, avrebbe portato il coltello da casa, con la chiara intenzione di usarlo, e avrebbe colpito il suo compagno colpendolo al fianco, in aula dopo un diverbio iniziato durante la ricreazione. La gravità del gesto e le circostanze — in un ambiente educativo — sollevano domande urgenti sulla prevenzione della violenza, l’educazione all’affettività e al rispetto reciproco e sul ruolo della scuola come luogo sicuro per giovani e famiglie.

Per UGL Istruzione e per il Segretario Nazionale Ornella Cuzzupi, questa tragedia è un monito che chiama tutti — scuola, istituzioni, famiglie e società — a mettere il rispetto al centro della nostra convivenza civile, dentro e fuori dai luoghi del sapere e dell’educazione. Il rispetto non è un concetto astratto, ma una competenza da insegnare, da trasmettere e da trasferire ai discenti di ogni età in tutti gli ambienti formativi. La scuola non può limitarsi ad essere un contenitore di nozioni; deve essere un luogo dove si impara a stare insieme, a capire se stessi e gli altri, e a gestire emozioni e relazioni senza violenza. Per questo motivo proponiamo:
- Programmi strutturati di educazione all’affettività nelle scuole di ogni ordine e grado, capaci di aiutare studenti e studentesse a comprendere relazioni, sentimenti, confini e responsabilità nelle dinamiche tra pari.
- Laboratori permanenti su empatia, gestione dei conflitti, comunicazione non violenta, con la presenza di psicologi, pedagogisti e operatori della conoscenza.
Un’altra proposta concreta è l’apertura pomeridiana delle scuole, con incontri per genitori e figli insieme, dove esperti affrontino tematiche chiave come:
- uso consapevole dei social network,
- dinamiche affettive e sessuali,
- prevenzione della violenza e gestione del conflitto,
- vulnerabilità emotive degli adolescenti.
Questi spazi non devono essere eventi isolati, ma momenti regolari di confronto, riflessione e coeducazione, con l’obiettivo di rafforzare la rete tra scuola e famiglie e stimolare una comunità educativa più coesa e attenta. Per un impatto reale e duraturo, UGL Istruzione chiede al Ministro Valditara, che enti locali, servizi sociali, associazioni radicate nei territori e professionisti del supporto psicosociale siano coinvolti in modo sistematico accanto alla scuola e alle famiglie. La prevenzione della violenza e della sofferenza giovanili non può essere affidata a singole iniziative, ma richiede una rete integrata di servizi e competenze. La morte del giovane studente, pieno di vita, spezzata in un luogo che dovrebbe educare — ci impone una riflessione collettiva profonda. Non basta discutere di misure di sicurezza: è necessario coltivare una cultura del rispetto, delle relazioni sane e della responsabilità affettiva. UGL Istruzione rinnova il proprio impegno per una scuola che sia realmente una COMUNITÀ EDUCANTE, capace di ascoltare, accogliere e guidare ragazze e ragazzi nella costruzione di sé e delle proprie relazioni.
UGL Istruzione, per la formazione e la conoscenza.




